FATTI UN REGALO PER LE FESTIVITÀ: IMPARA A DIRE I SI PER IL BENE E I NO PER IL BENE (Parte 1)

È da poco passato il solstizio d'inverno, tempo di misteri e di silenzi! È tempo di smettere di credere alle favole di plastica e di risvegliare l'anima dalle profondità delle ossa e da ogni fibra del tuo essere!


È il tempo dell’inverno, in cui il seme si ritira nella terra per prendere forza, il tempo in cui bisogna comprendere che l’oscurità del sottosuolo non è assenza di luce, non è addormentamento, ma è prosperità. Ed è tempo di scendere nella profondità di noi stessi e accendere luci...più aumenta la consapevolezza e più accelera la nostra evoluzione!


Ti sei mai ritrovato/a a superare il limite nel rispetto di te stesso/a?


A un certo punto del percorso di ognuno è importante e vitale affrontare la propria capacità di dire si o no. Siamo spesso abituati a ritrovarci a dire si alle richieste esterne, malgrado vorremmo dire no, un po' per senso di colpa e un po' per paura di deludere gli altri e rischiare di non piacere. Ma la vita non funziona così!


La vita risponde alla sincerità profonda dell'offerta di aiutare qualcuno e quando questa viene a mancare il risultato che ne deriva potrebbe essere disarmonico, proprio in risposta alla nostra non totale autenticità.


La donazione come offerta sincera e non per incapacità di dire no o per senso di colpa, sarebbe la cosa più auspicabile per noi, in primis perché ci nutre e poi anche per l'altro, perché a livello profondo sente il nostro atteggiamento interiore e ne viene incoraggiato. Ma a prescindere da questo noi non siamo obbligati a immolarci. O comunque non possiamo sempre donare tutto di noi. Ci vuole saggezza e nell'universo esiste un equilibrio fra dare e ricevere, principio che anche noi dovremmo metabolizzare.


A volte sono i no ad essere generosi, non solo i si. Prendi atto che bisogna imparare a dire di no per il bene, non solo di si per il bene. La malattia del senso di colpa ce l'hanno inculcata e l'abbiamo fatta nostra. Questa sofferenza ci segue ovunque. Dobbiamo riflettere su noi stessi profondamente e sinceramente.

A volte NON sostenere è sostenere. A volte generiamo dolore per paura di deludere. Il senso di colpa lede la nostra capacità di essere autentici. Quando invece la cosa più giusta sarebbe dire no!

Il mio sacrificio non è la felicità di qualcuno. La mia felicità non è l'infelicità di qualcuno e soprattutto non toglie niente a nessuno, anzi è il vero generatore per creare felicità anche negli altri.

Non si può rinunciare a sé stessi per colmare i vuoti altrui. Gli unici che possono colmare i vuoti siamo solo noi stessi. Il punto è che non si può usare gli altri per colmare i propri vuoti. E spesso le persone aiutano per colmare dei vuoti interiori. Bisogna fare esperienza del si che fa bene e del no che fa bene!

Ripeto, spesso NON sostenere è già sostenere, perché diamo modo e libertà all'altro di manifestare il suo infinito potenziale di cambiamento. E soprattutto facciamo noi esperienza di credere nel potenziale dell'altro, anche questo è fondamentale per poi credere nel nostro! Pertanto è anche importante dire che le grandi trasformazioni prevedono sempre delle separazioni. È quando non cambia mai nulla che dovremmo preoccuparci. Se non siete più sulla stessa frequenza di certe persone e situazioni, o vi allontanerete voi oppure lo faranno loro. Chi ha un grande vuoto più gli dai e più si lamenta, c'è quindi una corresponsabilità in ogni cosa, se non prendo consapevolezza di questo pagherò per la mia irresponsabilità di non aver saputo dire di no.

Bisogna praticare l'abitudine a stare nella divergenza. Stai in quella sensazione, abitala e trai forza dal tuo coraggio di aver iniziato a fare i tuoi rifiuti, di aver seguito ciò che senti davvero...liberamente!

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